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Room

28/10/2016 18:30

Room

Titolo: ROOM (idem – Irlanda – Canada – 2015)
Regia: Lenny Abrahamson
Interpreti: Brie Larson, Jacob Tremblay, Joan Allen, William H. Macy
Soggetto: Emma Donoghue – (romanzo)
Sceneggiatura: Emma Donoghue
Fotografia: Danny Cohen
Costumi: Lee Carlson
Scenografia: Ethan Tobman
Musica: Stephen Rennicks
Montaggio: Nathan Nugent
Durata: 1h 58min

Il Film

‘Ma’ vive per il suo bambino di soli 5 anni. Gioca con lui, gli racconta storie, cerca tutti i modi per farlo divertire. Nonostante ciò, è difficile nascondere che vivono
reclusi in una “stanza” di nove metri quadrati e senza finestre.

Il Regista

Il regista irlandese Abrahamson nel 2004 debutta al cinema con “Adam & Paul”, il suo film successivo è “Garage” , entrambi i vinsero l’IFTA per il miglior film.
Nel 2012 Abrahamson vince il suo terzo IFTA per il miglior film con “What Richard Did” e nel 2013 dirige “Frank”, presentato al Sundance Film Festival nell’anno
successivo. Nel 2015 è candidato all’Oscar come miglior regista per film “Room”.

Commenti dei critici

Il film è tratto dal romanzo di Emma Donoghue (…) ed è stata proprio l’autrice a scrivere da sola la sceneggiatura: tra i meriti del suo lavoro, sulla pagina come
sullo schermo, c’è quello di aver saputo evitare il facile ricatto emotivo della cronaca (…)

(Paolo Mereghetti – Corriere della Sera – febbraio 2016)

(…) il film si ribalta a metà percorso passando dalla claustrofobia più angosciosa a un ritorno alla ‘normalità’ non meno impervio per la madre che per il figlio. Perché per il piccolo Jack quell’inferno di pochi metri quadri è a suo modo un piccolo Eden in cui vive in simbiosi con la madre, anche se per la solitudine considera come esseri viventi tutti gli oggetti di casa. E perché la loro parabola, qui sta la vera grandezza di ‘Room’, diventa una metafora della fine dell’infanzia, di ogni infanzia. (…) Di qui l’emozione così forte provocata da questo film che scava nel rapporto più intimo e fondante che ci sia, quello tra un figlio e una madre, per poi esplorare a ritroso il riflesso della loro vicenda sul resto della famiglia. Con una profondità, una giustezza di accenti, una capacità di restare sempre in sincrono con i sentimenti di tutti i personaggi, che lascia davvero stupiti.

(Fabio Ferzetti – Il Messagegro – febbraio 2016)

(…) sono le scelte di regia il pregio del film. Senza introduzioni o spiegazioni dapprima veniamo interamente calati nell’universo claustrofobico, e poi altrettanto
repentinamente avviene lo scioglimento che però prelude alla seconda parte in cui madre e figlio devono fare i conti con la ripresa di una difficile normalità.

Paolo D’Agostini – La Repubblica – marzo 2016)

Premi

Ne è stato girato un remake nel 1998, “Delitto perfetto”, diretto da Andrew Davis ed interpretato da Michael Douglas, Gwyneth Paltrow e Viggo Mortensen. Il delitto perfetto (Dial M for Murder), diretto da Alfred Hitchcock, era stato girato in 3D e fu distribuito in formato stereoscopico nel lontano 1954, quando ancora neppure si immaginava il futuro “digitale”.