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Les souvenirs

17/03/2017 18:30

Les Souvenirs - teatro Magnetto

Titolo LES SOUVENIRS (idem – Francia, Belgio – 2014)
Regia Jean-Paul Rouve
Interpreti Michel Blanc, Annie Cordy, Mathieu Spinosi,Chantal Lauby
Soggetto David Foenkinos – (romanzo)
Sceneggiatura David Foenkinos, Jean-Paul Rouve
Fotografia Christophe Offenstein
Costumi Aurore Pierre
Scenografia Laurent Ott
Musica Alexis Rault
Montaggio Christel Dewynter
Durata 1h 36min

Il Film

Il giovane Romain aspira a diventare scrittore, ma per ora si accontenta dell’impiego come portiere di notte in un albergo. Quando, improvvisamente, sua nonna
85enne fugge dalla casa di riposo, per Romain ha inizio un’avventura che lo porterà a immergersi nei ricordi di famiglia, insieme alla meravigliosa nonna che ha
scelto tornare sui luoghi della sua giovinezza per rivedere ancora una volta le scogliere di Étretat.

Il Regista

Jean-Paul Rouve è un regista, sceneggiatore francese e come attore è apparso in oltre trenta film. Nel 2002 vinse il Premio César per la migliore promessa maschile per il film “Monsieur Batignole”. Come regista ha firmato“Sans arme, ni haine, ni violence” (2008), “Quand je serai petit” (2012).

Commenti dei critici

(…) lo stile è molto francese, lieve malinconia e leggerezza truffautiana. Così come molto francesi sono i dialoghi, la loro svagatezza, le loro punte di alterazione,
il loro ritmo intenso e incalzante. (…) Garbo, professionismo, sentimento, sorriso.

(Paolo D’Agostini – La Repubblica – aprile 2016)

La giusta ribellione a tutte le età. Un padre in crisi post pensionamento; un figlio portiere di notte ma aspirante scrittore; una nonna che dopo la morte del marito
si ritrova in balia delle decisioni dei figli (…) Sarà come ritrovarsi in famiglia nel guardare “Les souvenirs”, commedia francese che mixa tre generazioni e che fa
della semplicità il suo disarmanre punto di forza.

(Claudia Ferrero – La Stampa – aprile 2016)

(…) piccola, deliziosa commedia che trova la sua giusta misura proprio nel tono agrodolce di un racconto al presente ma declinato al passato. (…) Un racconto che non eccede né in sentimentalismo né nel bozzettismo raccontando con la giusta distanza una storia con partecipata malinconia, ma anche con una sua leggerezza di toni che fa bene alla narrazione.

(Andrea Frambrosi – L’Eco di Bergamo – aprile 2016)

(…) Non c’è nessun segreto o chissà quale ricetta magica dietro quello stile che, infilando tutto nello stesso calderone, definiamo “cinema francese”. Dire quello
che va detto. Raccontare i giorni che non vediamo perché siamo impegnati a viverli. (…) Siete mai stati a un funerale? Avete mai temuto di perdere l’amore di
qualcuno? Quello che sapete della vita ve lo ha svelato un passante? Non preoccupatevi, la felicità è una forma di pazienza. Col tempo, paure e dolori diventano
quasi simpatici. Tipo souvenirs, appunto.

(Cristiano Governa – Il venerdì di Repubblica – marzo 2016)