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Gli ultimi saranno ultimi

28/04/2017 18:30

Gli ultimi saranno ultimi - Teatro Magnetto

Titolo GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI (idem – Italia – 2015)
Regia Massimiliano Bruno
Interpreti Paola Cortellesi, Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi
Soggetto Paola Cortellesi, Massimiliano Bruno
Sceneggiatura Paola Cortellesi, Massimiliano Bruno
Fotografia Alessandro Pesci
Costumi Alberto Moretti
Scenografia Sonia Peng
Musica Maurizio Filardo
Montaggio Luciana Pandolfelli
Durata 1h 43min

Il Film

Luciana è una donna semplice che sogna una vita dignitosa insieme a suo marito Stefano. Ma quando la pancia di Luciana comincia a crescere, il suo mondo inizia a perdere pezzi: si troverà senza lavoro e deciderà di reclamare giustizia e diritti di fronte alla persona sbagliata, proprio un ultimo come lei.

Il Regista

È autore di molte sceneggiature di successo, tra cui “Notte prima degli esami”, “Maschi contro femmine”, “Questa notte è ancora nostra” e “Tutti contro tutti”.
Al cinema fa il suo esordio alla regia nel 2011 con il film “Nessuno mi può giudicare”. Per il teatro stabilisce una prolifica collaborazione con Paola Cortellesi per
la quale scrive tre commedie teatrali: “Cose che capitano” e “Ancora un attimo” che interpreta al suo fianco e “Gli ultimi saranno ultimi” vincitore di numerosi
riconoscimenti.

Commenti dei critici

Massimiliano Bruno ha impresso una virata drammatica al suo cinema (tre film da regista e molti da sceneggiatore) di commedia. Al centro il tema dell’essere
padroni della propria vita e delle proprie scelte; riuscire, nel bene e nel male, a non subire passivamente e inconsapevolmente il corso delle cose. (…) Gli interpreti ci sono: Cortellesi si fa in quattro, Gassmann guadagna intensità ad ogni prova, Bentivoglio che indossa sempre i suoi personaggi con cura meticolosa. Un film imperfetto ma forte e intenso.

(Paolo D’Agostini – La Repubblica – novembre 2015)

Ma c’è la sostanza poetico sociale della storia, tipo servizio di «Ballarò», c’è la tristezza provinciale del modo di vivere, chiacchierare e sognare della tv. Peccato
che l’autore non si fidi abbastanza dei suoi bravi attori (è la miglior Cortellesi vista e Gassmann jr. eredita e modernizza i sorpassi del padre) (…) l’impasto tra
commedia e dramma è spesso indovinato come nella miglior commedia all’italiana (…)

(Maurizio Porro – Corriere della Sera – novembre 2015)

Seguendo il canovaccio dell’omonimo monologo teatrale scritto espressamente per l’attrice, il Massimiliano Bruno ridanciano di «Nessuno mi può giudicare» e
«Viva l’Italia» piazza nel quadretto un detonatore narrativo da cinema politico e, partendo dall’epilogo in stile cronaca nera, cerca di coinvolgere progressivamente il pubblico nella via crucis di una donna forte (…) colpita a tradimento dall’ingiustizia padronale e accomunata a sorpresa alle sorti parallele del poliziotto nordico Bentivoglio (…).

(Valerio Caprara – Il Mattino – novembre 2015)